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Le piattaforme per il Native Advertising (ma cosa è?)

Gestire e misurare centralmente dei contenuti visualizzati su differenti siti editoriali

L’Advertising online è sempre avanti con cambi di marcia sostanziali come quello del “Native Advertising” che altro non è che la gestione di una serie di contenuti editoriali in modo centralizzato e che si adattano alla grafica e layout delle testate editoriali così alimentate.

Con questi marchingegni diventa più semplice ideare una serie di contenuti “utili” all’acquisizione di lead e che possono venire scaglionati in uscite diverse e complementari da parte dei content-makers da voi incaricati di fare rumore per richiamare l’attenzione sui vostri prodotti/servizi.

Per nulla facile dal punto di vista editoriale perché punta sul “servire” l’acquirente potenziale, il Nature Advertising ha un costo elevato per la sua fortissima personalizzazione ma i risultati sono senz’altro più lusinghieri degli scarsi click-rate da banner tradizionali.

Questa modalità nasce anche dal sempre maggiore rifiuto dei navigatori alle pubblicità invasive (combattute a colpi di ad-blocker) o agli annunci sponsorizzati che vengono considerati provenienti da un marketing “interruttivo” considerato sin troppo invadente.

I software per gestire i “Native Advertising” sono di due tipi:
Quelli che alimentano siti editoriali
Quelli che presidiano i Social Network

In poche tendine di questa guida sarete in grado di farvi un'idea di alcune delle piattaforme per il Native Advertising più adatte alle vostre necessità

Le tendine da aprire

 Quando i contenuti sono come briciole sul sentiero
 Piattaforma di gestione contenuti per acquisire Lead




L’acquisizione di clientela sul web passa attraverso una efficiente gestione di contenuti che avete sparpagliato in giro per il web tra siti terzi (tra cui manager.it), social network e blog da voi identificati come aree visitate dai vostri clienti potenziali.

Per potere gestire centralmente questi contenuti e acquisire le “raffinazioni” dei lead che man mano avanzano nel funnel di vendita, SnapApp è indubbiamente la migliore delle soluzioni anche se costa un po’ cara perché “parte” a 1.000 dollari al mese. Queste tariffe sono elevate mensilmente ma calano se annuali anche perché si pensa che delle campagne di contenuti debbano avere durata temporale elevata, non esaurendosi in un arco di tempo mensile...

Infatti se è vero che le campagne “a content” saranno sempre più utilizzate, vorrà dire che non ci saranno mesi senza campagna.. e dunque preparatevi a scucire un buon quantitativo di quattrini solo per veicolare e raccogliere i risultati che vi aspettavate per un periodo non breve.

Qui per degli esempi più disparati




 “Libera” piattaforma per il Native Advertising
 Layout personalizzato dei contenuti degli inserzionisti che verranno erogati in modo centralizzato.




Con Nativo
gli inserzionisti non possono scegliere i singoli siti su cui appariranno i loro contenuti ma è Nativo stesso che automaticamente sceglie i siti editoriali più indicati in funzione delle informazioni presenti nei contenuti.

Ogni contenuto proveniente da Nativo sarà chiaramente identificato come tale e non andrà a toccare il Search Engine Optimization dei siti in cui verrà visualizzato perché ogni contenuto così inserito avrà i tag nofollow e noindex che sono riconosciuti dai motori di ricerca come indicazione di non posizionamento nei motori.


 Distribuire dei brand content su media editoriali
 Con Sharetrough




Sharetrough
consente di distribuire brand content su diversi media editoriali in modo che la grafica dei content sia identica a quella del singolo publisher o inserita in modo non-invasivo e, nel contempo, possa essere visualizzata da multidevice e controllata centralmente dalla piattaforma.

Sharetrough fornisce ovviamente una serie dettagliata di statistiche di visualizzazioni e click-trough.


 Piattaforma “proprietarie” di Native advertising
 Quella del Washington Post




Washington Post BrandStudio
è una piattaforma che consente agli inserzionisti di farsi leggere dai lettori del Washington Post.
Tutti questi contenuti sono sviluppati e pagati dagli inserzionisti.
La redazione del Washington Post non è coinvolta nella creazione di questi contenuti.


 Piattaforme Native advertising dei Social Network
 di twitter e youtube

 Creare, Gestire e Distribuire contenuti
 Contently: dal team di autori sino agli analitycs dei visitatori




Contently.com
è una piattaforma di gestione di contenuti vostri o di terzi, magari pescati direttamente tra gli oltre 45.000 articolisti, graphic designer, fotografi di 60 paesi che collaborano con Contently.net che è il sito omonimo di reclutamento freelance.

Potrete gestire dei team (vostri o di terzi) di lavoro che vi sottoporranno i contenuti sulla piattaforma e che voi potrete approvare (anche a più livelli) e che poi smisterete nei media deputati, ma potrete anche amministrare dei costi di ogni autore..c’è tutto per fare il lavoro di editore delocalizzato e poi per valutare i risultati di visualizzazione e di click di ogni articolo così come la produzione di Lead da parte dei visitatori.



 Spartito e bacchetta per il direttore d’orchestra
 Curata Content, una delle migliori piattaforme di gestione dei contenuti




Curata Content Curation e Curata Content Marketing Platform
sono le due facce della stessa medaglia: gestire la pubblicazione multidestinazione di un crescente numero di contenuti dei propri curatori.

E’ come avere la bacchetta di un direttore d’orchestra che deve avere una chiara visione di insieme di tutto quello che è andato in onda così come avere una perfetta visione di quello che dovrà essere pubblicato con la particolarità di potere anche misurarne i risultati nel funnel dei clienti potenziali….

Infatti Curata è interfacciabile con tutti i sistemi più avanzati di Marketing Automation, da SalesForce a Marketo, da Eloqua a Pardot, senza dimenticarsi di Google Analytics.

I prezzi variano a seconda del numero di canali di pubblicazione partendo da 1.000 dollari al mese…..






 

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